Perché la modalità USB di sola lettura spesso conta più della crittografia
La crittografia protegge l’accesso ai dati, ma non garantisce che i dati non siano stati modificati
Quando si parla di sicurezza USB, la crittografia è quasi sempre il primo argomento che emerge. E a ragione. Se una chiavetta viene persa o rubata, la crittografia impedisce che i dati vengano letti da chi non dovrebbe averne accesso.
Ma la crittografia risponde solo a una domanda: Qualcuno può leggere il contenuto della chiavetta se entra in possesso del dispositivo?
Non risponde invece a un’altra domanda, spesso altrettanto importante: Il contenuto della chiavetta può essere modificato in qualsiasi modo?
Questa distinzione viene spesso trascurata e, in molti ambienti, è proprio la più rilevante.
La crittografia protegge i dati. La sola lettura protegge la fiducia.
Una chiavetta USB scrivibile è, per sua natura, modificabile. I file possono essere cambiati, aggiunti, sostituiti o eliminati. Questo vale sia per i dati crittografati sia per quelli non crittografati. Una volta sbloccata la chiavetta, il sistema presume che le modifiche siano consentite.
I supporti di sola lettura cambiano completamente il modello. Invece di chiedersi chi è autorizzato a modificare i dati, eliminano la modifica dall’equazione fin dall’inizio. Il dispositivo diventa un riferimento, non un’area di lavoro.
Questa differenza emerge chiaramente osservando come le chiavette USB vengono utilizzate nel mondo reale.



